Nove tipi di giochi di attaccamento per sviluppare il rapporto genitore-figlio

Vi consigliamo oggi questo articolo, semplice ma efficace, che da indicazioni facili per giocare con i nostri figli e aiutare a costruire un buon legame con loro.

Abbiamo tradotto per una lettura più agevole l’articolo originale, in francese, pubblicato nel Blog Papapositive.fr, autore Jeff.

Qui l’articolo in originale.

 

<< Nove tipi di giochi di attaccamento per sviluppare il rapporto genitore-figlio

Oggi parleremo di giochi di attaccamento: questi hanno diverse caratteristiche che li differenziano dal gioco tradizionale, come ci racconta Aletha Solter nel suo magnifico libro “Sviluppare il legame genitore-figlio”.

  • Si tratta di giochi incentrati sul bambino e volti a contribuire positivamente al suo sviluppo
  • Rafforzano la connessione genitore/figlio e la sicurezza emotiva di quest’ultimo
  • Spesso suscitano risate volte a regolare l’emotività del bambino e ridurne lo stress
  • Non richiedono attrezzature speciali
  • Possono essere praticati ovunque e in qualsiasi momento
  • Sono sia diversificati che semplici
  • Non hanno regole fisse
  • Non implicano competitività
  • Possono essere iniziati sia dal genitore che dal bambino.

Ora (nei prossimi paragrafi) discuteremo delle nove forme di gioco d’attaccamento fornendone alcuni esempi:

Il gioco libero, senza indicazioni

Si tratta di fornire al bambino oggetti stimolanti come cubi, bambole, pupazzi, plastilina, vestiti per travestimenti, figurine e animali in miniatura, veicoli… Lasciare insomma che prenda l’iniziativa, inventi, costruisca ciò che vuole e di cui ha bisogno dal punto di vista psicologico o emotivo. Nel corso di queste sessioni il bambino esprimerà attraverso il gioco ciò che prova, rivelando spesso bisogni, preoccupazioni, domande, trasformandoli in scene di gioco. Il ruolo del genitore è quello di mantenere una discreta attenzione, un ascolto empatico, assecondare gli scenari proposti per rispondere alle richieste del bambino senza giudicare/fargli sentire nessuna forma di giudizio

Il gioco libero aiuta i bambini a sentirsi apprezzati, amati, al sicuro.

Aletha Solter consiglia di riservare almeno mezz’ora di gioco libero a settimana per ogni bambino.

Il gioco simbolico

Il gioco simbolico è la metafora o la riproduzione di un’esperienza traumatica e angosciante utilizzata per poterla verbalizzare, affrontare, superarla e trarne delle lezioni. Ad esempio, se un cane ha morso o spaventato un bambino, il genitore che gioca può impersonificarsi in un cane (imitandolo) e immaginando un dialogo divertente con il bambino.

In caso di controversie tra fratelli e sorelle, si può anche simulare un conflitto tra animali di peluche o di plastica, in modo da risolvere le controversie e verbalizzare le emozioni, trovando soluzioni adatte a tutti nella vita di tutti i giorni.

Giochi di causa ed effetto

Il gioco di causa ed effetto è un’attività durante la quale il comportamento dell’adulto si ripete in modo prevedibile in relazione al comportamento del bambino. Praticandolo, il bambino acquisisce fiducia, diventa consapevole delle sue potenzialità e comincia sviluppare la sua empatia imparando ad osservare il riflesso delle sue azioni.

Questo gioco inizia molto presto, come quando imitiamo i balbettii, le risate e le espressioni di un bambino. Viene stabilita una connessione che permette al bambino di osservare e comprendere le conseguenze del suo comportamento e l’emozione che prova.

Un’altra forma di gioco di causa ed effetto è quando un genitore imita la voce di un giocattolo commentando le azioni a cui viene sottoposto dal bambino che lo tiene in mano. Il giocattolo cade: il genitore dice “Ahi”. Il giocattolo mangia: il genitore dice “Ehm, adoro questi fagiolini! Ne sono rimasti un po’?”

Giochi di assurdità

Quando un bambino riproduce volontariamente un errore (come mettersi le mutandine in testa quando si veste o mettere pezzi di puzzle ovunque) sta facendo un gioco di assurdità. Questi, sono valvole per rilasciare le tensioni provocate da esperienze negative collegate a esperienze simili ma più ansiogene. Per esempio: il bambino prova uno stress ricorrente nella richiesta di vestirsi velocemente al mattino o ad un’esigenza di “perfezione” da parte dei genitori.

Cari mamme e papà, fateci sapere come ascoltate questi messaggi!

Tra gli altri giochi di assurdità, ricordiamo la recitazione disordinata o la sostituzione di alcune parole con altre più eccentriche in una poesia: questo approccio sdrammatizza ed esempio l’atto di recitare davanti a un pubblico, facilitando la memoria dell’apprendista grazie all’afflusso di piacevoli emozioni.

Idem per il gioco dell’esagerazione e della rabbia: un modo per regolarle e capirne il meccanismo.

Giochi di separazione

“Bubu settete” è forse uno dei giochi più popolari al mondo. Consiste nel nascondersi dietro un pezzo di stoffa o dietro le nostre mani per presentarsi poi davanti al bambino con il viso scoperto. Attraverso la risata e la sorpresa, il bambino comprende che una separazione (nascondersi) implica comunque incontrarsi di nuovo.

Fai attenzione a non rimanere nascosto troppo a lungo per non generare stress.

Un altro esempio di gioco di separazione può essere lasciare che il bambino scappi a nascondersi, andarlo a cercare e commentare la vostra esplorazione: “Ma dove sarà? Di chi sono questi piedini sotto la tenda?”

Giochi di inversione del potere

Durante questo tipo di giochi, gli adulti fingono di essere deboli, spaventati, goffi, distratti, arrabbiati…

Un genitore può per esempio fingere di cadere, o di essere assonnato o di rimanere stordito quando un bambino lo colpisce con un cuscino, simulare la richiesta di cure e perché no, una pozione magica che ristabilisca le forze!

Allo stesso modo, un  genitore può esagerare nella manifestazione della paura di un pezzo di carta con un ragno disegnato sopra. Così il bambino imparerà a dominare le sue paure irrazionali attraverso il gioco, aiutando il padre o la madre a superare le proprie paure simulate.

Giochi di regressione nel tempo

Tornare al passato implica il comportarsi come se fossimo più giovani rispetto alla nostra età. Questo è ciò che fa un bambino quando sta imparando la lingua.

Sono giochi che aiutano a imparare e connettersi. In particolare, possono verificarsi quando arriva un fratellino o una sorellina. Quindi non preoccuparti, assecondate il gioco del bambino che terminerà da solo quando non ne avrà più bisogno.

Attività a contatto con il corpo

Per il bambino, una funzione importante del gioco risiede nel suo ruolo di aiutare a connettersi fisicamente con gli altri, si tratta di un bisogno imprescindibile.

Toccarsi reciprocamente rafforza il legame emotivo. Possiamo tracciare lettere o forme con il dito dietro la schiena del bambino per fargli indovinare di cosa si tratta, farlo saltare sulle nostra ginocchia, camminare a quattro zampe con lui come due cavalieri o magari ballare un tango!

Giochi cooperativi

I giochi cooperativi rafforzano la complicità, evitano la concorrenza ed i suoi rischi per l’autostima, sviluppano la fiducia e la  consapevolezza del contributo di ciascuno.

Ad esempio, possiamo costruire insieme un monumento usando Kapla, giocare a dei giochi cooperativi da tavolo, inventare una storia insieme (si elabora una storia in cui ognuno interviene al proprio turno), fare sport senza contare i punti…

Ecco, questi sono i nove tipi di giochi d’attaccamento!

Per sviluppare questo argomento e trovare più spunti per conoscere meglio i giochi di attaccamento, vi invito a leggere “Sviluppare il legame genitore-figlio attraverso il gioco” di Aletha Solter. >>

 

 

 

 

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