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Fianco a fianco - 21 luglio - Roma, giardini di Castel S. Angelo

730x250px FaF revIl 21 luglio, alle ore 20, ai giardini di Castel S. Angelo, FIANCO A FIANCO, un progetto delle famiglie per le famiglie, incontra Ignazio Punzi, psicologo e psicoterapeuta, e presenta "Il dono nelle relazioni familiari e tra famiglie: paternità, maternità, filialità, fraternità". 

Scarica la locandina

 

Progetto Fianco a Fianco

1220x350px FaF  banner 2È con grande orgoglio che l'associazione GenitoriChe è lieta di annunciare la sua partecipazione al progetto "FIANCO A FIANCO", in parternariato con l'Associazione Insieme e l'Associazione Meryeme Anà, col sostegno del Comune di Roma.

Fianco a fianco cammina chi condivide la stessa strada, chi affronta simili sfide e difficoltà, chi sperimenta stesse gioie e bellezze. Fianco a fianco ci si scopre fratelli.

Il progetto FIANCO a FIANCO promuove lo sviluppo di una comunità solidale attenta alle difficoltà di quelle famiglie monogenitoriali composte da una mamma e dai suoi figli che, in assenza di una rete di riferimento, hanno bisogno di essere affiancate e sostenute nella gestione della quotidianità, dei figli e nel processo di integrazione sociale. Attraverso la valorizzazione del patrimonio di cura, relazione e amore che ogni famiglia naturalmente è portata a sviluppare, il progetto vuole accompagnare coppie e famiglie alla scoperta di strumenti che le arricchiscano e le rendano, a loro volta, ricchezza per altri nuclei familiari in situazione di maggiore fragilità.

 

Vuoi essere una buona mamma? Diventa… inutile per tuo figlio

altdi Laura Rolla

La maggior parte delle madri fifty si trova alle prese con ragazzi ormai adolescenti ed è spesso difficile stabilire i confini dei propri interventi sulla loro vita. Ma l'amore di un genitore si misura anche dalla fiducia che sa concedere ai suoi ormai ex bambini. Come ci spiega una psicoterapeuta. Anche se, detto così, può sembrare strano e difficile da accettare, la buona mamma è quella che diventa inutile con il passare del tempo, che capisce quando è arrivato il momento di reprimere l’impulso naturale di voler tenere il suo pulcino – che ormai non è più tale – sotto l’ala, per proteggerlo da errori, tristezze e pericoli.

 

5x1000 a GenitoriChe

 

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Anche quest'anno puoi devolvere il 5x1000 della dichiarazione dei redditi all'Associazione GenitoriChe.

 

Il codice fiscale di GenitoriChe è 974 3444 0158

Come fare per devolvere il 5x1000 a Genitoriche:

  1. Compila la scheda del CUD o del 730 o del Modello Unico
  2. Firma nel riquadro "Sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ..."
  3. Indica il codice fiscale di GenitoriChe: 974 3444 0158

Il 5x1000 dell'Irpef a sostegno delle Organizzazioni no profit non comporta nessuna spesa per te perché è una quota d'imposta a cui lo Stato rinuncia. Se non indicherai nulla il 5x1000 resterà allo Stato.

 
 

Prospettive sociologiche e psicoanalitiche sulla sofferenza del bambino

altdi Michele Oldani

Il tema di questa relazione tratta di come lo sguardo di ciascuno di noi è condizionato dal modo in cui siamo stati guardati all’inizio della nostra vita. Per entrare in relazione autentica con l’altro e, in special modo con il bambino, è necessario adottare delle modalità che riducano le nostre proiezioni e identificazioni con lui.

Il “primo sguardo” ricevuto segna fin dalle origini il nostro modo di guardare e l’intensità del bisogno di essere guardati. È la qualità di tali primi sguardi, accoglienti, contenitivi, che forma nel soggetto il presupposto di essere sempre guardato con amore. O, viceversa, induce a una rincorsa dello sguardo dell’altro, con la perdita di identità e concentrazione su se stessi.

Oltre a queste dimensioni individuali, esiste una dimensione sociale e culturale dello sguardo. Lo sguardo non è uguale in ogni luogo e in ogni tempo: cambia e determina comportamenti differenti. Lo sguardo è un fattore che condiziona concretamente molti aspetti della nostra vita.

Ciò che invece rimane invariabile nel tempo è il valore simbolico del bambino, che possiamo definire come fragilità e progetto. Il Bambino è quindi il simbolo della fragilità del progetto umano.

Per avvicinarsi al mondo infantile è necessario che l’adulto sia in grado di rapportarsi con la propria fragilità e con la fragilità del proprio progetto umano. È evidente che l’adulto che vive immerso prevalentemente nel senso del dovere non può facilmente accedere alla propria fragilità interiore.

Solo negli ultimi decenni, i mutamenti socio culturali hanno permesso uno sdoganamento del rapporto fra il soggetto e i propri bisogni e desideri. Questo cambio di prospettiva ha consentito all’adulto di pensare e percepire di più il proprio mondo interno. La percezione del proprio mondo interno rende possibile un avvicinamento al mondo infantile, favorendo l’empatia con esso. Conseguentemente è variata anche l’inclinazione dello sguardo dell’adulto sul bambino: da verticale a orizzontale. Uno sguardo orizzontale e simmetrico sul mondo dell’infanzia rende possibile una relazione empatica.

 

 

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