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Il movimento femminista in Italia: dal voto alle donne ai nostri giorni

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Nonostante le donne avessero ottenuto il diritto di voto in occasione del referendum del 2 giugno 1946, l'Italia era ancora un paese culturalmente arretrato. E il cammino per l'ottenimento dei diritti civili ovvero la possibilità di gestire la propria vita, il proprio patrimonio senza autorizzazione del marito era molto più difficile e pieno di ostacoli. E' solo nel 1956 che la Corte di Cassazione stabilisce che al marito non spetta il potere correttivo sulla moglie ed è nel 1957 che si ottiene il raggiungimento della parita' salariale, attraverso l'eliminazione dai contratti collettivi nazionali di tabelle remunerative differenti per uomini e donne. Viene così sancita la parità formale e sostanziale tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Le clausole di nubilato vengono definitivamente vietate con la legge n.7 del '63.
Un campo in cui i gruppi femministi investirono molto fu la lotta alla prostituzione. Il risultato ottenuto nel 1958 fu la promulgazione della legge Merlin che proibiva la regolamentazione della prostituzione e introduceva il reato di sfruttamento della prostituzione.

Proprio sui diritti civili è risorto fra gli anni Sessanta e gli anni Settanta il movimento femminista italiano (e non solo). In ambito sociale, le lotte per ottenere più ampi diritti portarono in Italia all'approvazione di leggi fondamentali:
La legge sul divorzio nel 1970.
La modifica del diritto di famiglia nel 1975, che sancisce la parità tra i coniugi; in particolare la potestà sui figli, che spetta adesso ad entrambi i coniugi che hanno identici diritti e doveri e non più solo al padre.
La legge 903 del 1977 sulla parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro, che ha rappresentato una importante svolta culturale nei confronti delle donne: si passa dal concetto di tutela per la donna lavoratrice al principio del diritto di parità nel campo del lavoro. Vengono introdotte norme più avanzate in materia di maternità e i primi elementi di condivisione fra i genitori nella cura dei figli.
La legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza nel 1978, il cui scopo principale è la prevenzione delle gravidanze indesiderate, oltre che il contrasto all'aborto clandestino.

I movimenti femministi degli anni Settanta si caratterizzarono non solo per l'attenzione ai temi emancipatori quali diritto al voto, uguaglianza, autodeterminazione, ma anche per una più ampia contestazione e discussione del modello sociale complessivo, basato ancora su valori culturali maschilisti e patriarcali, che impedivano di fatto una reale parità tra uomini e donne. Il 1974 è riconosciuto come un anno determinante nella storia delle donne in quel decennio: innanzitutto una grande e partecipata mobilitazione per il referendum abrogativo sul divorzio, poi alla fine dello stesso anno una significativa manifestazione di gruppi femministi e dell'UDI (l'organizzazione storica delle donne della sinistra) per il diritto di famiglia, nuova proposta di legge in discussione in Parlamento. Inoltre il primo grande convegno nazionale femminista a Pinarella di Cervia, con la partecipazione di circa 700 donne da tutta Italia; un incontro che mostrava la consistenza e l'importanza del Movimento che si poneva al contempo la questione delle prospettive.
Erano anche gli anni dei collettivi, dell'autocoscienza, delle riviste delle donne, delle bambine cresciute leggendo non più Piccole donne ma Dalla parte delle bambine. In generale il movimento si concentrò sui temi più legati alle trasformazioni della cultura, che alla riforma delle istituzioni. L'attenzione al potere passò in secondo piano e prevalse la voglia di trasformare se stesse. L'autocoscienza, pratica inventata negli Stati Uniti e poi diffusa in Italia dai gruppi di Rivolta Femminile, divenne un modo alternativo di fare politica.

All'inizio degli anni Ottanta il movimento femminista, ottenute la parità civile e politica, si orientò in un'aggregazione di centri culturali meno impegnati su un terreno direttamente politico, ma caratterizzati da una ricchissima produzione culturale.
Si è utilizzata la definizione di "femminismo culturale" in riferimento alla nascita di nuove riviste come DWF e Memoria, di librerie delle donne, di centri di documentazione (ad oggi intensa è l'attività che si svolge a Bologna, Milano, Roma). Proficuo è, nello stesso tempo, lo studio e la ricerca di quelle donne che si occupano in maniera professionale della specificità femminile; è il caso di cooperative di studio e ricerca (Lenove), della comunità filosofica Diotima (Università di Verona), della Società italiana delle storiche. Ed ancora, gruppi di donne impegnate in associazioni come le Case delle donne o Centri contro la violenza.
"D'altra parte, nel secondo momento più riflessivo, le femministe si sono interrogate sul senso di termini come giustizia o libertà quando siano applicati alle donne, ovvero se non sia il caso di mettere in discussione non solo la struttura economica o sociale delle nostre società, ma anche le strutture concettuali fondamentali della nostra cultura: l'idea di donna e uomo, il valore positivo o negativo della differenza, ma anche il modo in cui si pensa a nozioni etiche fondamentali.
Dopo un'iniziale richiesta di uguaglianza e di non discriminazione per le donne - attraverso l'accesso a diritti, risorse e opportunità loro negate -, le rivendicazioni femministe si spostano, infatti, su un piano diverso e più fondamentale che riguarda la libertà (per le donne) di pensare a se stesse e al mondo indipendentemente da quanto gli uomini nei secoli hanno detto su di loro." da Etica e differenza di genere, di Caterina Botti.

A partire dagli anni Novanta si parla di ‘questioni di genere' e di pari opportunità, si sviluppano azioni istituzionali volte a promuovere una effettiva partecipazione delle donne al mercato del lavoro, alla politica, alla società nel suo complesso.
Nel 1984 è istituita in Italia la Commissione Nazionale per la realizzazione della parità e delle pari opportunità fra uomo e donna.
Nel 1991 viene approvata la legge 125 sulle pari opportunità, fortemente voluta dalle donne, in quanto strumento in grado di intervenire e rimuovere le discriminazioni e far avanzare l'idea di uguali opportunità uomo-donna nel lavoro. La legge125 ha rappresentato un importante passo avanti per rendere visibile e valorizzare la presenza e il lavoro delle donne nella società, nel lavoro e nella famiglia. Purtroppo resta ancora sostanzialmente inapplicata.
Solo nel 1996 viene approvata la legge 866 che stabilisce che la violenza sessuale non è più un delitto contro la morale, bensì contro la persona. Una legge di civiltà e dignità che rende giustizia alle donne e premia il lungo e sofferto cammino per affermare il diritto alla sessualità libera e condivisa.
Il tema della violenza sulle donne è, purtroppo ancora molto attuale: una ricerca ISTAT del 2007 stima in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%).
Sull'argomento interviene Elena Gianini Belotti, autrice nel 1973 di "Dalla parte delle bambine", testo storico del femminismo italiano, ma anche un classico della pedagogia. " In Italia più di cento donne all´anno sono vittime di omicidi dentro le mura di casa», ricorda «un massacro che continua nella totale indifferenza maschile. Se accadesse il contrario, se cento uomini venissero uccisi ogni anno dalle donne, ci sarebbero furibonde interrogazioni parlamentari…Oggi, quindi … il paese è progredito sul piano legislativo, ma è rimasto arretrato sul piano del costume e della mentalità. Gli uomini, nonostante tutto, non sono cambiati. Anzi, sono più disorientati. E se le donne si trovano a gridare gli slogan di trent´anni fa è perché su molti terreni siamo daccapo".

Principali riferimenti:
Ecologia Sociale
Donne e conoscenza storica
La clé des langues
Cronologia Leonardo
Centro progetti donna
Storia proibita del 900 Italiano
Università degli Studi di Messina
Babelonline
I movimenti per l'emancipazione della donna
Simonetta Fiori, Le streghe son tornate, da Repubblica del 28 novembre 2007

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