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Mio figlio è affetto da un tipo di autismo di cui nessuno parla

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autismo-744x445Come la maggior parte dei genitori di bambini autistici, ho letto della famiglia californiana che ha ricevuto diverse denunce da parte del vicinato. Le azioni sono state intentate perché il bimbo causerebbe disturbo della quiete pubblica con i suoi comportamenti, che non vengono controllati dai genitori.

 

Uno dei querelanti ha affermato: "Non si tratta di autismo. Qui c'è in ballo la pubblica sicurezza". Ma si sbaglia. Il loro problema è l'autismo. Ma non è il tipo di autismo di cui si sente parlare più spesso.

I media ci mostrano solo le storie positive, come l'episodio del ragazzino autistico che riesce a diventare allenatore della squadra di basket del liceo, oppure la storia del liceale affetto da autismo che partecipa al ballo scolastico accompagnato da una ragazza bellissima. Ci raccontano della ragazza autistica che viene votata per l'elezione di reginetta della scuola. Ogni aprile (mese dedicato alla sensibilizzazione sull'autismo, il cui simbolo è una luce blu) facciamo luce sull'autismo, complimentandoci con noi stessi per essere così attenti e informati.

 

No, non lo siamo affatto.

 

 

Perché per ogni ragazzo autistico che allena una squadra di basket, ci sono altri 20 ragazzi affetti da autismo che spargono le loro feci ovunque. Per ogni giovane donna con autismo, candidata a diventare regina del ballo, ci sono 30 ragazze come lei che si strappano i capelli e si mordono le braccia fino a sanguinare. Per ogni adolescente autistico che va al ballo, ci sono altri 50 ragazzi che colpiscono, scalciano, mordono e feriscono altre persone.

Nessuno parla di questo aspetto dell'autismo. Nessuno vuole vederlo. Non siamo consapevoli.

Ritornando alla vicenda accaduta in California, uno dei vicini ha detto "Non siamo arrabbiati perché lui è autistico. Siamo preoccupati per la sua violenza (verso) i nostri figli". Ma essere turbati dal comportamento di questo ragazzo, significa essere turbati dall'autismo stesso. L'autismo e il comportamento del soggetto colpito vanno di pari passo. Perché? I comportamenti sono forme di comunicazione. I soggetti autistici, spesso, non sono in grado di comunicare in un modo che sia comprensibile agli altri. Quindi devono trovare un'altra maniera per esprimere i loro bisogni e, spesso, l'alternativa comprende atteggiamenti preoccupanti e violenti.

 

Non siamo consapevoli.

 

Mio figlio, coetaneo del ragazzo "denunciato" dai vicini, era molto aggressivo quando era più piccolo. Si comportava esattamente come il ragazzo coinvolto in questa storia. Rincorreva gli altri bambini solo per spingerli a terra. Li colpiva, scalciava, tirava loro i capelli e non sapevo mai cosa sarebbe successo. Per molto tempo, trasalivo quando correva verso di me... Non riuscivo a comprendere se voleva abbracciarmi o colpirmi. Riuscite a immaginare i miei sentimenti, come mamma? Trasalire appena vedi tuo figlio venirti incontro?

 

Non siamo consapevoli.

 

Dal momento che non sapevo come si sarebbe comportato con gli altri bambini, abbiamo smesso di andare al parco. Abbiamo smesso di andare alle letture di gruppo "Mamme e figli" in biblioteca. Andavamo a fare la spesa alle 6:00 di mattina, quando non c'era molta gente in giro. Mio figlio non frequentava l'asilo, avevamo una babysitter a casa, così non avrebbe avuto altri bimbi intorno. In sostanza, l'ho isolato per tenere al sicuro gli altri. Riuscite a immaginare cosa significa essere una mamma e non essere in grado di portare tuo figlio al parco, alle feste o a giocare con gli altri bambini?

 

Non siamo consapevoli.

 

Isolando mio figlio, ho isolato anche me stessa. Dalla finestra, osservavo le altre mamme del vicinato chiacchierare mentre i loro figli giocavano sul prato. Non potevo unirmi a loro perché mio figlio non poteva avvicinarsi ad altri bambini. Una volta, una di loro mi ha chiesto se mio figlio poteva andare a casa sua e giocare con il suo piccolo. Riuscite ad immaginare cosa dev'essere stato per me sentirmi così eccitata e poi, un attimo dopo, provare una profonda vergogna quando, dopo averle spiegato i problemi di mio figlio, l'invito è stato ritirato?

 

Non siamo consapevoli. Per niente.

 

Ma possiamo diventarlo. Possiamo aprire gli occhi e comprendere che l'autismo non si ferma al ragazzino ad alto funzionamento, un po' "strano" ma a posto. L'autismo non è solo il bambino di sei anni che suona il piano meglio di Billy Joel. L'autismo può nascondere serie difficoltà. Può rivelarsi triste, complicato. L'autismo può essere violento. Può condurre all'isolamento, all'emarginazione.

 

Quando prenderemo davvero coscienza di tutto questo, non ci saranno più denunce da parte dei vicini. Perché? Perché non ci limiteremo ad accendere una luce blu, ma porteremo fuori i nostri figli aiutandoli a giocare insieme. Conosceremo davvero i nostri vicini e accoglieremo i bambini con questo problema ed i loro genitori.

 

Capiremo cosa fa "scattare" il ragazzino autistico che è in classe con nostro figlio, così saremo in grado di aiutare i bambini ad interagire con lui, evitando le situazioni che potrebbero causare un'aggressione. Saremo una vera comunità, che comprenderà sia chi riesce a modificare ed adattare i suoi comportamenti, sia chi prova con tutte le sue forze a capire come farlo. Ci impegneremo per insegnare ai nostri figli a non colpire gli altri e come evitare di essere colpiti.

 

I genitori coinvolti in quest'azione legale, da entrambe le parti, devono fare di più. C'è bisogno di più informazione, più comprensione, più integrazione, più partecipazione.

Ora ditemi, è l'autismo il vero "disturbo della quiete pubblica"? Possiamo prendere coscienza... se lo vogliamo davvero.

 

Fonte: Questo blog è stato pubblicato da HuffPost Usa ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo.

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