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LA BUONA SCUOLA È LEGGE: E ADESSO?

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Di Mario Maviglia.

Lo scorso 8 luglio la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la legge sulla Buona Scuola: che cosa accadrà adesso? Tutte le novità in 14 punti.

Lo scorso 8 luglio la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la legge sulla Buona Scuola; il testo sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta Ufficiale. Le riviste on line e cartacee della Giunti Editori seguiranno da vicino i molteplici aspetti della legge attraverso approfondimenti e dibattiti; ci aspettiamo dai lettori molte sollecitazioni sotto questo profilo.

In questa sede vogliamo sottolineare che su un piano meramente giuridico le novità introdotte dalla legge non sono tantissime, a dispetto di un testo molto lungo e articolato.

Alcuni provvedimenti verranno adottati sotto forma di decreti legislativi entro diciotto mesi dall’emanazione della legge (formazione in ingresso dei docenti, diritto allo studio, riordino delle norme in materia di scuola, promozione dell'inclusione scolastica, modalità di assunzione e formazione dei dirigenti scolastici, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni, ecc.). Gran parte dei contenuti della legge sono già presenti nel nostro ordinamento giuridico e sono riconducibili in buona misura al DPR 275/1999, Regolamento dell’Autonomia scolastica.

Gli aspetti più innovativi sono i seguenti:

  1. l’eliminazione del precariato, attraverso un piano straordinario di assunzioni per oltre 100.00 docenti;
  2. l’introduzione dell’organico dell’autonomia, strettamente correlato all’elaborazione del POF triennale dell’istituzione scolastica, con l’assegnazione di risorse umane aggiuntive per coprire le supplenze lunghe e per realizzare progetti di potenziamento dell’offerta formativa;
  3. l’istituzione degli albi territoriali da cui i dirigenti scolastici attingeranno per la scelta dei docenti con un curriculum coerente con il POF dell’istituzione scolastica;
  4. una forte centratura sul ruolo del dirigente scolastico, il cui operato verrà sottoposto a valutazione con ripercussione sulla retribuzione accessoria;
  5. la possibilità per il dirigente scolastico di individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica;
  6. un sistema di valutazione e premialità per i docenti, effettuato dal dirigente scolastico sulla base di criteri proposti da un comitato di valutazione appositamente istituito, con la presenza di rappresentanti non solo dei docenti ma anche dei genitori, degli studenti (per le scuole superiori) e di un membro esterno;
  7. l’obbligatorietà dell’aggiornamento per i docenti e l’introduzione di una carta elettronica di 500 euro all’anno per l’aggiornamento professionale attraverso acquisto di libri, testi, strumenti digitali, ma anche per partecipare ad eventi culturali;
  8. l’obbligatorietà delle attività di alternanza scuola-lavoro per tutti gli istituti superiori, compresi i licei;
  9. la promozione della costituzione di reti tra scuole, finalizzate alla valorizzazione delle risorse professionali, alla gestione comune di funzioni e di attività amministrative, alla realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali, da definire sulla base di accordi;
  10. un Piano nazionale per la scuola digitale, con la previsione di risorse per la didattica e la formazione dei docenti;
  11. l’indizione di concorsi regolari a scadenza triennale per l’assunzione dei docenti;
  12. un fondo per l’edilizia scolastica;
  13. benefici fiscali per chi fa donazioni alla scuola;
  14. detraibilità delle spese sostenute dalla famiglie i cui figli frequentano scuole paritarie (una misura questa che è stata fortemente contestata da molti settori dell’opinione pubblica).

Questo è solo un primo catalogo di contenuti; adesso si tratta di vedere come la legge verrà vissuta e interpretata dalle scuole e dai suoi protagonisti. In fondo la vera scommessa della Buona Scuola comincia proprio adesso, perché ogni riforma rischia di rimanere lettera morta se non viene convintamente fatta propria dai diversi attori. Considerando come si è sviluppato il dibattito in questi mesi, andrà fatta qualche azione di “aggancio” dei docenti.

 

Fonte: Giuntiscuola

 

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