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Scuola e famiglie adottive: dire, fare, raccontare

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La rivista telematica Giunti Scuola Magazine si occupa di scuola e adozione con un'intervista a Monya Ferritti, presidente dell'Associazione GenitoriChe e autrice per Giunti del volume "Il momento tanto atteso".

Come la scuola può parlare e collaborare con le famiglie adottive?

Ecco la prima parte dell'intervista accessibile integralmente solo agli abbonati alle riviste Giunti dedicate alla scuola

 

Bambini adottati a scuola: di quali specificità e caratteristiche occorre tener conto?

I bambini adottati, sia con adozione nazionale che internazionale, hanno tutti una storia in cui sono presenti l’abbandono e successivamente l’incontro con una nuova famiglia. Nel caso dell’adozione internazionale, i bambini hanno vissuto anche lo sradicamento dal proprio ambiente di vita originario. Spesso si tratta di bambini che portano con sé delle fragilità legate al proprio valore dovute alla storia vissuta. A partire da queste specificità che la scuola può invece rappresentare per i bambini adottati e le loro famiglie un luogo positivo e accogliente di inserimento all’interno di un contesto sociale allargato.

Tuttavia a volte la scuola fa coincidere il bambino adottato con il bambino immigrato, riservando la stessa offerta formativa o attenzione interculturale. Il bambino adottato, però, anche se proviene da un altro paese, parla un’altra lingua o è fenotipicamente diverso non è un bambino immigrato. Il bambino adottato è un bambino che ha genitori italiani e vive in un ambiente culturale italiano, non mantiene lingua e tradizioni del proprio paese e i tratti somatici differenti non sono il segno di appartenenza alla propria famiglia

In che modo possono collaborare famiglie e insegnanti in questi casi?

È importante che la scuola conosca, attraverso il dialogo con le famiglie, le notizie più importanti relative al bambino adottato prima dell’inserimento in classe: non solo il paese di provenienza, se è un bambino adottato internazionalmente, ma anche da quanto tempo è arrivato in Italia, se è già scolarizzato, ecc. al fine di rispondere adeguatamente al compito di accoglienza e integrazione. [...]

 

L'intervista completa, accessibile solo agli abbonati, si può leggere qui


 

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