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Conciliazione

 

L’Italia registra un notevole ritardo nella promozione di una più attiva partecipazione femminile al mondo del lavoro, in piena attuazione all’articolo 51 della Costituzione che sancisce la pari opportunità delle donne e degli uomini all’accesso alla vita lavorativa e alla vita pubblica. Basti pensare che il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi dell’Unione Europea, pari ad appena il 42%  circa, un dato che appare lontanissimo dagli obiettivi fissati a Lisbona per il 2010, che prevedono un tasso di occupazione pari almeno al 60%. Tra le cause di questo ritardo vi è senz’altro il lavoro di cura che ricade quasi esclusivamente sulla donna la quale, a fatica, deve bilanciare questo impegno con quello che richiede l’attività professionale fuori casa.

Genitoriche ritiene ineludibile mettere al centro della propria azione la conciliazione effettiva dei tempi di lavoro e di realizzazione professionale con i tempi e le condizioni complessive di  vita personale e familiare, per tutelare il diritto dei bambini ad avere una famiglia presente, equilibrata, socialmente solida.

In sintesi ci proponiamo di:

Individuare  o elaborare nuovi strumenti di conciliazione fra vita privata e vita professionale

Sensibilizzare le famiglie verso un modello di famiglia più equilibrata, in cui entrambi i genitori si assumano compiti di cura; contrastare gli stereotipi sui ruoli.

Promuovere un miglioramento dei tempi e degli orari delle città per una più opportuna conciliazione dei tempi familiari, di lavoro e personali, nonché per una migliore fruibilità spaziale e temporale delle città.

Promuovere un’idea di società e di mondo del lavoro che ponga al centro la realizzazione personale  e la libera scelta degli individui, invece del solo profitto, e che attribuisca alla maternità e all’infanzia un valore fondamentale da valorizzare e difendere con politiche mirate.

La normativa vigente (legge 53/2000) tutela il periodo della gravidanza e del puerperio, ma non è sufficiente a rispondere al diritto alla cura e all'assistenza dei figli in caso di malattia, soprattutto dopo i 3 anni di età.

Finché i propri figli hanno meno di 3 anni i genitori possono astenersi dal lavoro, non contemporaneamente, ogniqualvolta il figlio si ammala. Dopo i 3 anni i giorni di assenza non possono superare i cinque all'anno per ciascun genitore, mentre nessuna forma di congedo è prevista dopo il compimento dell'ottavo anno di età del figlio. Durante le assenze il genitore non è retribuito, anche se vengono comunque versati i contributi (secondo le modalità previste dall'art. 35, comma 2 del D. Lgs. 151/2001).

Genitoriche ha ritenuto importante intervenire su questo specifico aspetto della malattia del figlio, riconoscendo il diritto dei bambini di essere assistiti dai propri genitori in caso di malattia almeno fino ai 12 anni, come è prassi in altri paesi europei.

 

La proposta di Genitoriche, avanzata attraverso una raccolta firme sul sito, intende modificare il D. Lgs. 151/2001 nei termini seguenti: "ogni genitore ha diritto a 10 giorni all'anno di astensione dal lavoro completamente retribuiti in caso di malattia di ciascun figlio da 0 a 12 anni, 20 giorni in caso di famiglie monoparentali, dietro presentazione di certificato medico".

La raccolta firme si è conclusa con un totale di circa 4200 firme, on-line e cartacee. Il prossimo passo sarà la presentazione della petizione nelle sedi istituzionali.

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