NewsLetter Speciale - Roma 18 ottobre 2014
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AL VIA IL GRUPPO PER GENITORI DI ADOLESCENTI

 

Cari genitori, vi aspettiamo numerosi a Roma sabato 18 ottobre (orario 11.00 - 12.30) al primo incontro del gruppo di autoaiuto per genitori di adolescenti organizzato dall'Associazione GenitoriChe in zona Montesacro - Piazzale Jonio.

 

Ci sono ancora posti disponibili e la partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione alla mail info@associazionegenitoriche.org oppure telefonando  al numero 342.811.4789. Qualsiasi informazione si può richiedere a questi recapiti.

 

  

Perchè un gruppo di auto-aiuto per genitori di adolescenti? 

 

A fronte delle tante occasioni di incontro e confronto che hanno i genitori con figli piccoli quasi del tutto assenti sono le occasioni in cui i genitori di adolescenti hanno occasione di scambiarsi pareri e spesso ci si sente soli. A volte i genitori di adolescenti vivono con disagio il cambiamento dei figli e non riescono a “tararsi” sulle nuove necessità che la crescita richiede, aumentando, in questo modo le occasioni di scontro e vedendo diminuire quelle di dialogo e incontro. L’adolescenza, infatti, è una fase evolutiva articolata e complessa caratterizzata da rapide modificazioni fisiche, emotive e cognitive che hanno un impatto evidente e a volte critico sulla famiglia. Questa fase di passaggio, infatti, esige, da parte dei genitori  la trasformazione del rapporto con i figli senza lasciarsi sopraffare da sentimenti di rabbia, impotenza o sconcerto di fronte ad alcuni comportamenti adolescenziali quali la continua oscillazione fra il desiderio di autonomia e il bisogno di sentirsi protetti ma non giudicati, gli sbalzi di umore, i comportamenti provocatori, i silenzi e l’isolamento, in un costante impegno di ricerca di equilibrio, di negoziazione degli spazi e dei tempi giusti.

Nel gruppo di auto-aiuto è possibile confrontarsi per riuscire a decodificare quelle emozioni che, spesso, vengono vissute dal genitore con un senso di paura, ansia o, a addirittura, di minaccia del proprio ruolo. La maggiore consapevolezza acquisita a valle di questo processo può aiutare il genitore ad affrontare con minore ansia tutti le problematicità dell’età adolescenziale che possono generare inquietudine o incomprensione migliorando la relazione con i figli. Infatti il presupposto fondamentale del lavoro in gruppo di auto-aiuto, è rappresentato dall’idea che tutti hanno dentro di sé le risorse personali necessarie per assolvere il proprio ruolo genitoriale. Semplicemente, in alcuni casi e in determinate situazioni particolarmente critiche, queste risorse hanno difficoltà ad essere mobilitate ed utilizzate. Grazie all’aiuto e al dialogo con altre coppie e attraverso un confronto serrato su temi e problematiche comuni, i genitori possono recuperare ed imparare ad usare al meglio queste abilità, ripristinando e potenziando la sintonizzazione con i bisogni dei propri figli. 

 

 

Alcuni articoli sul gruppo

 

 

Al via il gruppo di autoaiuto per genitori di adolescenti

altSabato 18 ottobre si terrà il primo incontro del gruppo di auto aiuto per genitori di adolescenti a Roma (orario 11.00-12-30). 

Per sapere cosa sono i gruppi di auto aiuto e di cosa si discute in quelli per genitori di adolescenti si può leggere questo articolo

La sintesi dell'intervento di Fatima Uccellini, "Genitori e adolescenti, un'alleanza possibile?" Si può leggere qui.

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Genitori e adolescenti: un’alleanza possibile?


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 Sintesi Intervento - Scuola Ippolito Nievo – 17 maggio 2014

 

«Domani partirai
non ti posso accompagnare
sarai sola nel viaggio
io non posso venire
il tempo sarà lungo
e la tua strada incerta
il calore del mio amore
sarà la tua coperta….
ho temuto questo giorno
è arrivato così in fretta
e adesso devi andare
la vita non aspetta
guardo le mie mani
ora che siamo sole
non ho altro da offrirti
solo le mie parole…
(In viaggio – Fiorella Mannoia)



L'adolescenza occupa una dimensione spazio-temporale di transizione, caratterizzata da continui movimenti interiori, da trasformazioni psico-fisiche e da crisi che la identificano come uno dei momenti più complessi e creativi di tutta l’esistenza. L’adolescenza si configura, perciò, come un periodo evolutivo dalla grandissima variabilità, sebbene risulti connotato da alcuni elementi costanti ricorrenti, che la caratterizzano in modo preciso e determinato.
L’adolescenza (14-18/20 anni), in primo luogo, si può definire come l’età in cui maggiormente viene affrontato il tema della differenziazione e della definizione della propria identità. I molteplici e complessi compiti di sviluppo dell’ adolescente, infatti, rappresentano nodi cruciali da affrontare al fine di diventare un adulto consapevole, capace di scelte e decisioni importanti. Essi coinvolgono varie dimensioni del Sé:

l’ Area corporea: (costruzione immagine corporea stabile e affermazione identità di genere),

l’ Area Relazionale (processo di separazione/individuazione e ricontrattazione relazioni familiari), passaggi cicli scolastici, relazione più matura con i coetanei (gruppo)

l’Area Cognitiva (sviluppo del pensiero ipotetico-astratto).

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I gruppi di auto-mutuo-aiuto

 

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"…Si tende spesso a credere che il fatto di trovarsi sulla stessa barca con altre persone, accomunate dal medesimo bisogno o problema, non porti  da nessuna parte. Nel caso di un gruppo di auto-mutuo-aiuto,peraltro, la condivisione di uno scopo e di una missione in comune rappresenta proprio, per certi versi, il trovarsi "sulla stessa barca". Tra le prime funzioni  del processo di mutuo-aiuto, in quest’ottica c’è quella di aiutare i membri del gruppo  a immaginare come questo potrebbe fare da catalizzatore delle loro energie e risorse. Quale, in questa direzione,il ruolo degli operatori?

Costoro possono usare esempi concreti, tratti dalla loro esperienza, per far capire ai partecipanti quello che intendono per auto-mutuo-aiuto, sia come processo, sia come risultato delle attività di gruppo. Possono cercare di socializzare, cioè, la loro visione del gruppo come impresa comune, che fa leva sulle risorse di ciascuno; lo scopo che il gruppo si prefigge dovrebbe fare da punto di riferimento comune per comprendere il significato e le conseguenze della loro partecipazione. Non va dimenticato, infatti, che "sulla stessa barca" ci sono non soltanto i problemi, i bisogni e gli obiettivi dei partecipanti, ma anche le risorse di cui essi dispongono. La fase di presentazione iniziale, che serve prima di tutto per far risaltare l’interdipendenza dei partecipanti rispetto ad uno scopo condiviso, andrebbe impiegata anche per aiutarli a individuare uno alla volta le proprie abilità e risorse. In questa stessa fase nasce la consapevolezza di come dall’"essere sulla stessa barca" possa scaturire una ulteriore dinamica di mutuo aiuto: quella, della "forza del numero"….”

[Steinberg, D.M., (2002) L’auto/mutuo aiuto, Erickson]

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Vi aspettiamo!
 
 
 
 

 
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