Newsletter di GenitoriChe - n.8/aprile 2013
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logo-gche                   NewsLetter n. 8 aprile 2013


IN EVIDENZA 

 

Il tuo 5x1000 a GenitoriChe

5xmille ultima versioneAnche quest'anno puoi devolvere il 5x1000 della dichiarazione dei redditi all'Associazione GenitoriChe.

 

Il codice fiscale di GenitoriChe è 974 3444 0158

 

Come fare per devolvere il 5x1000 a Genitoriche:

  1. Compila la scheda del CUD o del 730 o del Modello Unico
  2. Firma nel riquadro "Sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ..."
  3. Indica il codice fiscale di GenitoriChe: 974 3444 0158

Il 5x1000 dell'Irpef a sostegno delle Organizzazioni no profit non comporta nessuna spesa per te perchè è una quota d'imposta a cui lo Stato rinuncia. Se non indicherai nulla il 5x1000 resterà allo Stato.

I proventi del 5x1000 saranno utilizzati per realizzare un gruppo di auto-aiuto per genitori di adolescenti, prossimamente attivo, e per sostenere le tantissime attività del Coordinamento CARE.
 

 

 


NEWS! 

 

L'Associazione GenitoriChe sta organizzando a Roma un ciclo di incontri di auto-mutuo-aiuto dedicati ai genitori di adolescenti a partire dall'autunno 2013.

In genere i gruppi sono costituiti da 10-12 genitori e gli incontri sono coordinati da un facilitatore, che non è un esperto che dispensa suggerimenti e consigli professionali. Egli, in veste di moderatore, orienta il confronto dialettico tra i partecipanti, mantiene l’ordine nella discussione ed è in grado di gestire le emozioni e i sentimenti che, inevitabilmente, emergono durante gli incontri. Solitamente, durante gli incontri, sono i genitori stessi a dare avvio alla discussione, parlando di problemi specifici con i figli e delle emozioni ad essi correlate. Il fatto di essere ascoltati senza giudizio, inoltre, costituisce un valore aggiunto che facilita la comunicazione e l’esposizione emotiva.

Se vuoi ulteriori informazioni, se sei interessato a questa iniziativa e/o se vuoi aiutarci a organizzare gli incontri inviaci una mail a info@associazionegenitoriche.org

Ricordiamo che l'Associazione GenitoriChe è una associazione di volontariato costituita da genitori e può unicamente contare sulle risorse derivate dal 5x1000 e dalle quote dei soci. 

Associati a GenitoriChe!

 


ARTICOLI 

Nuove analisi sulla dispersione scolastica

L'Isfol ha realizzato un'interessante indagine sulla dispersione scolastica degli adolescenti che ha presentato il 5 giugno 2012 a Roma "Le dinamiche della dispersione formativa: dall’analisi dei percorsi di rischio alla riattivazione delle reti di supporto”.

La ricerca ha coinvolto circa 1500 giovani usciti dalla scuola secondaria di primo e secondo grado, suddivisi in due differenti campioni: giovani diplomati, qualificati o comunque inseriti nei percorsi formativi; giovani fuoriusciti prematuramente dai percorsi.

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Il Coordinamento CARE membro della Commissione Adozioni Internazionali

Pubblichiamo con davvero grande soddisfazione il Comunicato stampa del Coordinamento CARE relativo alla nomina di Monya Ferritti, presidente dell'Associazione GenitoriChe e del Coordinamento CARE a Commissario della Commissione delle Adozioni Internazionali (CAI) in rappresentanza delle Associazioni familiari. L'Associazione GenitoriChe è socio fondatore del Coordinamento CARE.



Il Coordinamento CARE raggiunge un altro importante risultato: è stato nominato membro della Commissione Adozioni Internazionali per i prossimi tre anni, in rappresentanza delle associazioni familiari.

Il CARE esprime grande soddisfazione per questa decisione del Ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi che riconosce il valore della partecipazione alla CAI dell'associazionismo familiare.

La nomina della Presidente del Coordinamento CARE offre il giusto riconoscimento, per ruolo e rappresentatività, all'unica realtà italiana che raccoglie 18 associazioni familiari adottive attive su tutto il territorio nazionale.

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Come si valuteranno le scuole

di Sheila Bombardi


Varato dal Consiglio dei ministri il regolamento sul sistema nazionale di valutazione per istruzione e formazione. L'obiettivo dichiarato è il miglioramento della qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti. Il processo di valutazione si focalizza sull'istituto, sui risultati finali misurabili, sul Pof e sulla sua organizzazione, facendo leva sui principi di responsabilità dell’autonomia. Nessuna relazione con il profilo professionale dei docenti o con la loro produttività. L'iter di approvazione del Dpr è però ancora lungo.

Il 24 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di Dpr recante il regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione. L’iter di approvazione prevede diversi altri passaggi: i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata, del Cnpi, delle organizzazioni sindacali, delle commissioni parlamentari, con previsione di approvazione definitiva entro la fine dell’anno. Il regolamento darebbe attuazione a quanto già previsto in precedenti parziali disposizioni, a partire dal 2003 (legge 53, poi istituzione dell’Invalsi, Dlgs n. 286/20049, legge 35/2012 - articolo 51, potenziamento del Servizio nazionale di valutazione, ruolo dell’Invalsi e introduzione delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti nell’ambito dell’ordinaria attività delle istituzioni scolastiche).

 

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Durata dell’obbligo scolastico

di Norberto Bottani

A cosa serve l’obbligo scolastico? Di solito si ritiene che si tratta di una norma indispensabile per garantire pari opportunità d’istruzione, per impedire lo sfruttamento dell’infanzia, per elevare il livello d’istruzione medio della popolazione, per aumentare il capitale umano. Quanto sono pertinenti questi argomenti? Quali tabù si violano quando si afferma che l’obbligo scolastico è una norma superata e che se ne può fare a meno? Senza giungere a questo estremo si giustificano con prove alla mano le opinioni favorevoli al prolungamento dell’obbligo scolastico? Quali risultati si ottengono? E se si accorciasse la durata dell’obbligo scolastico cosa succede? Chi ne beneficerà, i ricchi o i poveri?

 

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La scuola e le attività educative

E' stato appena pubblicato lo studio dell'ISTAT "La scuola e le attività educative" - dati 2011 - riguardante le diverse attività che ruotano attorno al sistema scolastico.

Lo studio contiene alcuni dati estremamente interessanti. Oltre al tasso di frequenza dei nidi pubblici e la percentuale di studenti con cittadinanza non italiana presenti nelle classi, ci sembra particolarmente interessante segnalare gli esiti dei voti degli esami della terza media che l'ISTAT lega alla classe sociale della famiglia di origine, confermando, purtroppo, ancora una volta, l'opportunità mancata della scuola di facilitare la mobilità sociale dei cittadini.

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Dentro la CAI

Intervista di Luigi Bulotta a Monya Ferritti, presidente del coordinamento CARE, in Adozione e dintorni - GSD informa, n. 7/2012

Lo scorso mese di luglio il ministro Riccardi ha provveduto alla nomina di due nuovi membri della CAI, completando così l’organico previsto. Abbiamo deciso di sentire la voce di questi rappresentanti delle associazioni familiari per sapere chi sono e cosa si propongono di fare in seno alla Commissione nei prossimi tre anni.
Iniziamo questo mese da Monya Ferritti presidente del coordinamento CARE.


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L'epoca delle passioni tristi

Autore:Miguel Menasayang e Gérard Schmit

Editore: Feltrinelli 2004

 

Recensione a cura di Umberto Galimberti*

 

Un filosofo e psicoanalista argentino Miguel Benasayag, che vive da molti anni a Parigi, le cui opere sono in parte tradotte anche in italiano, e un professore di psichiatria infantile e dell'adolescenza Gérard Schmit che insegna all università di Reims, hanno posto sotto osservazione i servizi di consulenza psicologica e psichiatrica diffusi in Francia e si sono accorti che a frequentarli, per la gran parte, sono persone le cui sofferenze non hanno una vera e propria origine psicologica, ma riflettono la tristezza diffusa che caratterizza la nostra società contemporanea, percorsa da un sentimento permanente di insicurezza e di precarietà. Quali "tecnici della sofferenza" si sono sentiti impreparati ad affrontare problemi che non fossero di natura psicopatologica. E invece di adagiarsi tranquillamente sui farmaci a loro disposizione per curare il disordine molecolare e così stabilizzare la crisi, si sono messi a studiare e a pensare il senso che si nasconde nel cuore del sintomo, quando la crisi non è tanto del singolo, quanto il riflesso nel singolo della crisi della società. Ne è nato un libro bellissimo, la cui lettura consiglierei a tutti i giovani e a tutti quelli che ne hanno cura.

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La scuola in Italia

Auguri professore - regia Riccardo Milani - Italia 1997


Fragili e spavaldi - I nuovi adolescenti e l'istituzione scuola

a cura di Mirella Grieco e Ludovica Muntoni*

Intervista a Gustavo Pietropolli Charmet

 

Torniamo come rivista sul tema degli adolescenti. Abbiamo deciso di parlarne con lei facendo riferimento essenzialmente a due dei suoi testi: “AdolescIenza (1)” e “Fragile e spavaldo (2)”.

 

Partiamo da “Fragile e spavaldo”.Un titolo intrigante. La prima domanda che ci è venuta è questa: perché l’adolescente di oggi, è al tempo stesso fragile e spavaldo e, in subordine, questo essere fragili e spavaldi vale allo stesso modo per le ragazze e i ragazzi?

La fragilità dipende dal fatto che il bambino è attualmente molto valorizzato all’interno della famiglia. È come se i genitori avessero deciso di ritenere che il loro figlio abbia una competenza innata che lo predispone per un certo tipo di scelte scolastiche, sportive, amicali, sentimentali, come se il bambino avesse già una sua personalità, un suo carattere, fosse per così dire un adulto in miniatura, un cittadino in miniatura e avesse quindi dei valori interni che lo predispongono alla relazione con la madre, con il padre, ma avesse anche una partecipazione attiva alla costruzione della relazione e alla manutenzione della relazione affettiva con il padre e con la madre. Una concezione educativa molto diversa da quella dei decenni precedenti quando si pensava che il figlio dovesse essere educato somministrando regole, valori per tenere a bada una natura egoista, appropriativa, tendenzialmente violenta, non facilmente socializzabile. Adesso i genitori pensano che il bambino sia originariamente buono, competente, socievole, che possa capire…

 

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Psicologia del disimpegno dei ragazzi

Intervista di G. Majoli e M. Montalbano* a Diego Miscioscia

 

Quando oggi si parla di nuove generazioni si pensa a giovani accomunati da un certo disagio e da problematiche legate al lavoro, alla ricerca dell’indipendenza. Ma quali sono le caratteristiche della gioventù attuale dal punto di vista psicologico?

I giovani attuali vengono descritti in numerose ricerche come soggetti apparentemente poco interessati alla realtà sociale: passivi, tristi, sfiduciati, ritirati narcisisticamente. In generale anche i ragazzi che stanno bene si trovano per molti aspetti fuori strada: essi restano a lungo influenzati dagli aspetti regressivi ed illusori del nuovo contesto sociale edonistico e narcisistico. Come viene denunciato da più parti, nella nuova cultura narcisistica hanno perso la capacità di progettare il futuro e di pensare, quindi, in una dimensione spostata in avanti nel tempo.

Inoltre i giovani più vulnerabili psicologicamente, sono drammaticamente persi nel loro cammino di crescita e sono impigliati in gravi e spesso bizzarre patologie, tipiche della nuova cultura familiare e del nuovo contesto sociale.


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Musica etica

di Francesca Capelli*

 

Il direttore d' orchestra venezuelano Antonio Abreu ha messo a punto un rivoluzionario progetto sull educazione musicale. Sfatando anche qualche pregiudizio.


La musica come strumento educativo, occasione di riscatto sociale, prevenzione della devianza. La musica come difesa dei diritti dell'infanzia, in una visione in cui l'arte non è soltanto un valore estetico, ma un passaggio basilare della formazione integrale di ogni persona. È questo il senso dell'esperienza della Fondazione dello Stato per il Sistema di Orchestre giovanili e infantili (Fesnojiv) del Venezuela. Un progetto nato trentadue anni fa per volontà del Maestro Antonio Abreu, direttore d' orchestra, che ne è il responsabile. Accreditato al Ministero della Protezione sociale del Venezuela, il Fesnojiv oggi comprende 220 orchestre giovanili e 180 infantili (almeno una per provincia), con un totale di 275mila bambini e ragazzi coinvolti, molti dei quali appartengono a fasce deboli.

Abbiamo incontrato Antonio Abreu e gli abbiamo rivolto alcune domande su come e perché fare musica con i bambini.

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A Slum Simphony

Extra  e trailer del film documentario "A Slum Symphony - Allegro Crescendo" di Cristiano Barbarossa (2010), un documentario di grande impegno che vuole raccontare le sfide del Sistema nazionale delle orchestre infantili e giovanili del Venezuela, fondato nel 1975 da Antonio Abreu, attraverso la storia di alcuni bambini e adolescenti che cercano nella musica la via di uscita dal crimine e dalla miseria.

 

 

 

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Il "Sistema" in Italia

La musica trasforma

le diversità in speranza,

ogni sfida in azione,

i sogni in realtà.

J. A. Abreu

 

Da più di 30 anni in Venezuela opera la Fondazione per il Sistema Nazionale delle Orchestre Giovanili e Infantili, nata su iniziativa del Maestro Josè Antonio Abreu, direttore d'orchestra ed ex Ministro della cultura nel suo Paese, che coinvolge oggi 250.000 bambini e ragazzi, riuniti in 140 compagini giovanili (da 12 a 26 anni), 125 infantili (da 7 a 12 anni) e nelle nuove orchestre pre-infantili (da 4 a 7 anni), oltre a 300.000 coristi.

 

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Tocar y Luchar

Il documentario Tocar y luchar (Suonare e Combattere) traccia la storia del progetto delle Orchestre giovanili e infantili del Venezuela (Sistema Abreu) e di alcune delle persone che vi hanno preso parte.

 


Senza cittadinanza: le scelte scolastiche dei figli degli immigrati

di Isaac Tesfaye

La condizione di “italiani con il permesso di soggiorno” determina una preferenza per gli istituti tecnici, nella convinzione che questo acceleri la possibilità di trovare un lavoro al termine degli studi

Nel sistema scolastico italiano un momento fondamentale è rappresentato senza dubbio dal passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado, cioè dalla scuola media a quella superiore. È una scelta che i ragazzi compiono sostanzialmente all’età di quattordici anni e che incide in modo decisivo sulla propria formazione e dunque anche sul futuro approdo occupazionale. La scelta di un liceo è ormai nella quasi totalità dei casi seguita da un percorso universitario, mentre un istituto professionale rappresenta la via più rapida e pratica per l’accesso al mercato del lavoro. Entrambe le opzioni, anche se nel sentire comune accade tutt’altro, meritano pari dignità, ma il problema nasce quando,terminata la scuola media, la scelta diventa obbligata.

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I nuovi adolescenti

di Laura Tussi

Il disagio adolescenziale crea situazioni di allarme tali da indurre i genitori a compiere un passo importante ancora, tutto sommato, nella nostra cultura, il fatto di rivolgersi ad una consulenza psicologica che è comunque un messaggio al figlio importante e significativo, comunicando una sorta di resa temporanea dal punto di vista educativo, dicendo che i problemi che il ragazzo in quel determinato periodo presenta, confondono i genitori a tal punto da dover arruolare un “mercenario” educativo, lo psicologo, all’interno della famiglia, per fare il punto della situazione.

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Silenzi, buglie, trasgressioni. Il lento cammino dell'autonomia.

di Laura Ottonello

 

Scrive Charmet, docente di Psicologia dinamica all'Università di Milano: "I ragazzi che sostengono di dire sempre la verità in famiglia devono preoccupare. Scoperte sessuali e sentimentali, amicizie e vita di gruppo sono esperienze difficili da comunicare agli adulti." Il periodo dell'adolescenza sembra iniziare proprio quando il giovane mira, anche a costo di mentire, a salvaguardare un suo spazio interiore privato in cui i genitori e gran parte delle figure adulte sono volutamente escluse.

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Scuola, i risultati delle iscrizioni alle prime classi degli istituti superiori - AS 2013/2014

 

Scientifici con opzione scienze applicate, le specializzazioni informatiche e i tecnici gli indirizzi con il maggiore incremento Bene anche i percorsi linguistici. Per la prima volta, un’analisi delle percentuali di iscrizione in base alle caratteristiche produttive e ai cluster tecnologici presenti nelle Regioni.

 

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Una pedagogia per i tempi di crisi

La scuola ha accumulato in questi anni una serie di problemi, ha dimostrato di poter innovare ma anche di cristallizzarsi in risposte stanche e ripetitive. Gli insegnanti non sono dei marziani, sono anche loro dei prodotti di questa società, come molti ne assorbono, ne respingono o approvano il funzionamento. Molti dicono che il livello si è abbassato pericolosamente, che gli alunni escono senza sapere scrivere correttamente, che l’insegnante non trasmette più saperi e conoscenze, che vi sono troppi bambini difficili che frenano gli apprendimenti dei ‘migliori’ , che studiare è mal visto dalla maggioranza, che l’assenza di voti e bocciature abbia provocato questa Caporetto della scuola italiana. Il dialogo tra scuola e famiglie è sempre più difficile, le stesse famiglie sembrano oscillare tra la presenza ossessiva nel ‘proteggere’ i figli contro i bulli o le angherie di qualche insegnante,  sembrano chiedere insieme più severità e meno severità. Una situazione alquanto confusa.

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MIUR: Circolare BES - Bisogni Educativi Speciali

I Bisogni Educativi Speciali (BES) sono arrivati al centro dell'interesse del MIUR che alla fine del 2012 ha emanato una Direttiva dedicata agli strumenti di intervento che le scuole devono porre in essere per venire incontro alle esigenze di alunni con bisogni speciali o particolari. La Direttiva infatti punta l'obiettivo sugli alunni in difficoltà e che quindi necessitano di maggiore attenzione in classe e per i quali è necessaria l'elaborazione di un percorso personalizzato e individualizzato che sostenga l'alunno e documenti alle famiglie le strategie di intervento programmate con l'obiettivo di una sempre più ampia inclusività.Leggi tutto


Intervista a Cesare Cornoldi

Cesare Cornoldi, tra i massimi esperti italiani di DSA, Professore ordinario di Psicologia dell'apprendimento e della memoria presso l'Università di Padova, parla della difficoltà nella comprensione di un testo da parte del bambino, in occasione del convegno dedicato alle difficoltà di apprendimento “In classe ho un bambino che... Apprendimento, emozioni e motivazioni nella scuola"  Firenze 4/5 febbraio 2011, organizzato dalla rivista "Psicologia e Scuola"  edita dalla Giunti.

 

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Comunicato stampa del CARE 11 aprile 2013

Il 26 Marzo 2013 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il MIUR e il CARE (Coordinamento delle Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete) per "Agevolare l’inserimento, l’integrazione e il benessere scolastico degli studenti adottati". È la prima volta in assoluto che il  tema scuola e adozione viene inquadrato e definito congiuntamente dal Ministero della Pubblica Istruzione competente e le famiglie adottive.

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Leggere i bisogni dei bambini

di Tiziana Di Iorio

 

“Un’educazione violenta genera spesso figli rassegnati e ubbidienti, che i genitori vedono come la dimostrazione del loro successo educativo”.  (J. Juul, La famiglia che vogliamo)

 

Quello cui siamo abituati, è un rapporto di potere tra l’adulto che lo detiene e il bambino che lo subisce.  C’è sempre la convinzione che uno debba vincere (l’adulto) e l’altro debba necessariamente perdere (il bambino). Ciò che difficilmente si riesce ad immaginare, è che non ci siano né vincitori né vinti, ma che si stabilisca un legame di fiducia e di scambio, basato sul rispetto, che si giunga ad una soluzione e che soddisfi sia i bisogni dell’adulto sia quelli del bambino.  

La questione, infatti, non è stabilire chi detiene il potere ma l’uso che se ne vuole fare. Educare nel rispetto del bambino non significa dire sempre sì (perché sarebbe un’altra forma di sbilanciamento di potere, questa volta dalla parte del bambino), ma prendere in considerazione i suoi bisogni, porsi alla sua altezza e comprendere. Una comunicazione non violenta, un approccio empatico con il bambino, non garantisce l’assenza di conflitti, né che i nostri figli non saranno mai turbati o infelici, ma ci permette di scegliere le modalità con cui decidiamo di rispondere ai loro atteggiamenti anche provocatori, nella convinzione che questi siano l’unico mezzo per comunicarci i loro bisogni. È importante riconoscere che, spesso, i bisogni dei nostri figli non coincidono con i nostri. Si può e si deve riconoscere che crescere un bambino può essere faticoso e, se non lo facessimo, rischieremmo di scaricare su di lui frustrazioni e rancori.Leggi tutto



 

 
 

 
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