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I rom: pregiudizi e discriminazione

Non esiste popolazione nel nostro paese che subisca una discriminazione così radicata e diffusa come i rom.
 L'ostilità che suscitano è tale che spesso non si tenta nemmeno di capire, di guardare con occhi aperti e non velati dal pregiudizio persone che vivono in mezzo a noi, nelle nostre città, ma – in tutti i sensi – sono tenute ai margini delle nostre vite e della nostra organizzazione sociale. Questa discriminazione, di origine antiche e di ampia diffusione europea, ha comportato lo sterminio nei campi di concentramento di circa 500.000 rom, quel porrajmos di cui si parla e si sa troppo poco, ricordato in questi giorni in occasione della Giornata della Memoria.

 

La pelle giusta

la pelle giustaautore: Paola Tabet
editore: Einaudi

I bambini, si sa, sono la bocca della verità. Lo sono perché in loro albergano l'innocenza, la spontaneità, la curiosità per il mondo e la spensieratezza.
Allora cos'è che fa dire a un bambino di quarta elementare: "Sicuramente nessun bambino vorrebbe avere dei genitori neri, molto cattivi. Ogni giorno che passa diventano sempre più cattivi."?
E cosa fa dire a un piccolo di prima elementare: "Se i miei genitori fossero neri non mi piacerebbero perché sono brutti. Li farei tornare come sono ora. Li potrei portare dal veterinario."?

Delle risposte, nella grande maggioranza di questo tono, che circa settemila bambini della scuola primaria hanno dato quando è stato loro proposto di rispondere al tema "Se i miei genitori fossero neri", dà ragione l'autrice di La pelle giusta, Paola Tabet.

Docente di antropologia all'Università della Calabria, Tabet ci guida nella decodifica di una società, la nostra, in cui il razzismo è parte costitutiva.
Leggiamo nell'introduzione: "Un motore di automobile può essere spento, può essere in folle, può andare a 5000 giri. Ma anche spento è un insieme coordinato, gli elementi messi a punto e collegati tra loro e, con un'opportuna manutenzione, pronti a entrare in movimento quando la macchina viene accesa. Il sistema di pensiero razzista che fa parte della cultura della nostra società è come questo motore, costruito, messo a punto e non sempre in moto né spinto alla velocità massima."

 

Lavoratrici e maternità: sfatiamo il pregiudizio

Tra i luoghi comuni più diffusi che rendono ancora più difficile l'occupazione femminile nel nostro paese, ci sono quelli legati ai costi economici che graverebbero sui datori di lavoro, quando una dipendente va in maternità.
La gravidanza e il periodo immediatamente successivo sono considerati generalmente periodi difficili per l'azienda in cui la neomamma lavora, onerosi dal punto di vista economico e organizzativo.

 

E' peggio negro o ciccione?

Quando si parla di razzismo ci vengono in mente le immagini eclatanti dell'apartheid sudafricano, del KKK della Louisiana. Chi infatti definirebbe un episodio razzista una litigata tra bambini di otto anni, a scuola, che si insultano a suon di "negro bastardo"? "I bambini sono bambini". "Si sa che sono crudeli". "Anche mio figlio per prenderlo in giro, spesso lo chiamano ciccione". "E anche il mio lo sento chiamare spesso dumbo". "Sono sciocchezze di bambini: non ci si deve fare caso".

 

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