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Lo strumento della bocciatura nell'ambito dell'istruzione obbligatoria: normativa e statistiche.

Rapporto della rete Eurydice che descrive la situazione nei diversi paesi europei circa la diffusione, nelle scuole, dello strumento della bocciatura. Infatti nonostante gli studi di settore sostengano che questo strumento non è adeguato per migliorare le performances degli studenti a basso rendimento, gli insegnanti europei, con diversi livelli di adesione, continuano ad usarlo. 

 

Scarica il rapporto (EN)

 

La prigione di neve

prigione neve light

Autore: Jan Elizabeth Watson
Editore: Fazi Editore - 2010

 

E' la descrizione intensa e profonda di una relazione familiare di una famiglia, complicata e non comune, dal punto di vista di una bambina, la protagonista, di 7 anni.

Il racconto disvela, poco per volta, una situazione familiare “limite”, inquietante, sicuramente negativa, molto complessa e di non facile codifica. Non è immediato, infatti, rendersi conto del contesto esterno in cui si svolge la storia, fatto di deprivazione e isolamento, tanto è pieno il mondo interiore dei protagonisti: una madre e i suoi due figli.

Senza raccontare troppi dettagli di un intreccio decisamente insolito, questo romanzo d’esordio della scrittrice americana Jan Elizabeth Watson, mette in luce il valore insostituibile e fondante, per la costruzione dell’identità di una persona, e in particolare dei bambini, della relazione, del legame emotivo, dell’interazione tra madre e figlio. Evidenza l’importanza di avere un canale di comunicazione, un piano di contatto, che consenta di entrare in una profonda sintonia, e di creare quel clima familiare rassicurante, confortante e favorevole per una crescita vera, profonda e piena di fiducia. A dispetto di tutto: delle privazioni, dei disagi, delle malattie.

 

 

Bambini e adolescenti ai margini

In Italia, in altri grandi Stati europei e negli Stati Uniti i bambini sono a maggior rischio di essere lasciati ai margini del benessere della società in cui vivono rispetto ai bambini di numerose altre nazioni industrializzate. 
Il rapporto dell'Unicef (gennaio 2011) classifica, per la prima volta, 24 paesi OCSE sulla base dei livelli di disuguaglianza negli ambiti della salute, dell'istruzione e del benessere materiale dell'infanzia.

 

Leggi il rapporto

 

Il bambino arrabbiato, un bambino che soffre

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(articolo pubblicato su siamodonne)

Ancora per molti di noi l’infanzia è una sorta di paradiso terrestre cui vorremmo tornare.

Ecco perché non sappiamo cosa fare e ci troviamo disorientati di fronte all’aggressività dei nostri bambini, alle loro paure ed angosce e ci chiediamo se è normale che un esserino, anche molto piccolo, provi anche solo degli attimi di vera collera.
Eppure la rabbia è un importante tentativo di comunicazione, seppure inadeguato, e ascoltarla è importantissimo per trovare uno sbocco, una soluzione evolutiva e costruttiva a questo disagio.La rabbia è, insieme alla gioia ed al dolore, un’emozione tra le più precoci ed è un sentimento normale che come tale va trattato altrimenti rischia di diventare un tabù di cui vergognarsi.

 

Cos'è l'attaccamento

 

Gli sguardi che si incontrano, il bisogno di essere nutrito, accudito, i versetti che ottengono risposta, e poi il contatto fisico, le carezze, le coccole, i giochi, tutto questo insieme di rituali che il bambino sperimenta insieme alla madre o alla figura che lo accudisce è importante perché il bambino capisca di essere amato, per imparare ad amare, per acquisire il valore e la cognizione di sé. Le sensazioni di benessere che emergono da esperienze positive e ripetute con la figura genitoriale creano quello che John Bowlby chiamò "attaccamento su base sicura" ed è ciò che consente al bambino di crescere sereno e di affrontare il mondo in maniera autonoma e fiduciosa.

 

 

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