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LUCI ED OMBRE DELLA NORMATIVA SUI B.E.S.

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di Annamaria Improta

 

Costa meno caro aiutare un giovane a costruirsi
che aiutare un adulto a ripararsi.
(Anonimo)

All’indomani dell’emanazione della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e della relativa Circolare applicativa relative a “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica” si accese un ampio dibattito, tra detrattori e difensori circa le effettive opportunità offerte da tale norma.

Tra gli aspetti positivi sicuramente va segnalato che:

1.Come scrivevo nel primo post dell’approfondimento su tale tematica,  sebbene “la scuola buona”, quella degli insegnanti motivati e anche ai Bisogni Educativi degli alunni in difficoltà esisteva già prima che venisse coniata la nuova sigla (alunni con B.E.S.) accanto a questa esisteva anche un altro tipo di scuola, più rigida e meno attenta a chi era in difficoltà. Tale normativa tutela quindi gli alunni in difficoltà anche nel caso in cui “capitino” con degli insegnanti più rigidi o distratti, in quanto ora, per legge devono predisporre un PDP. Ma per quanti di questi docenti il PDP non è un adempimento burocratico in più da compiere senza che ci sia una effettiva ricaduta nella didattica? Quanti PDP vengono disattesi? A ciò va aggiunto che la presenza di uno psicologo a scuola potrebbe guidare in tal caso a fare scelte pedagogiche maggiormente in linea con i bisogni educativi degli studenti, senza necessariamente medicalizzare la cosa, ma aiutando i docenti a porsi obiettivi di sviluppo1 e non normalizzanti.

 

 

La mia vita da zucchina

altdi Alessia Incerti

 

La mia vita da zucchina' racconta il dolore di un orfano di non avere più una famiglia, di non avere un posto nel mondo e di non appartenere a nessuno.

La mia vita da zucchina, un film per raccontare la vita di alcuni piccoli bambini “orfani“ in una casa famiglia. Un racconto verosimile di questa realtà: ci sono gli eventi traumatici vissuti dai bambini, ci sono gli abbandoni, ci sono i sintomi e le reazioni post-traumatiche. Ma ci sono anche figure positive e benevole che fanno scoprire ai bambini cosa significa prendersi cura.

 

 

Quello che gli adolescenti non dicono

altdi supermambanana

 

Perché la vita con gli adolescenti sembra sempre un estenuante tiro alla fune? Possibile che i genitori siano sempre sbagliati ai loro occhi? Questa lettera è stata scritta da Gretchen L Schmelzer, una psicologa e scrittrice statunitense, e dovrebbe essere inserita tra le letture obbligatorie del manuale del genitore dell’adolescente.

 

Caro Genitore,

questa è la lettera che vorrei poterti scrivere.

Questo conflitto in cui siamo ora. Ne ho bisogno. Ho bisogno di questa lotta. Non te lo posso dire perchè non ho il lessico per farlo e comunque non avrebbe senso quello che direi. Ma ho bisogno di questa lotta. Disperatamente.

 

Bambini prematuri, la storia di papà Marcello. E i diritti di genitori e figli

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altdi Elisabetta Ambrosi

Uno psicoterapeuta e padre di due gemelli nati di 900 grammi - «Il peso di un petto di pollo, di una vaschetta di gelato») - ci porta per mano in un reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Mentre un'esperta di prematuri spiega quali sono i diritti dei bimbi e dei loro genitori. 

 

«Ho sempre sognato la paternità e la genitorialità come qualcosa che inizia quando, dopo un parto magari anche doloroso, nasce un bambino da stringere tra le braccia, da vestire con un body color pastello, da baciare e attaccare al seno, da far vedere ai propri genitori e amici. Quando invece, come è accaduto a noi, arriva un bimbo prematuro, questo sogno si frantuma in un attimo, giusto il tempo in cui il bimbo esce con un cesareo dalla pancia della madre». 

 

 

Storie della Buonanotte per bambine ribelli: come insegnare alle bambine che si può disobbedire

altStorie della Buonanotte per bambine ribelli — traduzione italiana di Good Night Stories for Rebel Girls, uscito negli Stati Uniti lo scorso novembre — approda oggi sugli scaffali delle librerie italiane. Si tratta di un vero proprio caso editoriale: il libro nasce da un’idea di Elena Favilli e Francesca Cavallo — fondatrici di Timbuktu Lab, società che si occupa della creazione di contenuti editoriali e progetti didattici per l’infanzia. L’idea è quella di scrivere un libro di favole non ricorrendo più a principesse in attesa del principe azzurro, ma raccontando la storia di donne reali — politiche, attiviste, artiste o sportive, contemporanee e non — che, disobbedendo alle regole, hanno fatto (o cambiato) la storia.

Il progetto viene lanciato nella primavera del 2016 con una campagna di crowdfunding su Kickstarter, con l’obiettivo di ottenere 40 mila dollari, per coprire le spese di pubblicazione. In meno un mese la campagna otterrà più di 455 mila dollari, rendendo Storie della buonanotte per bambine ribelli il libro che ha ottenuto maggiori finanziamenti nella storia di Kickstarter.

 

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