• Non bastano i congedi per avere più mamme al lavoro

    di Vitalba Azzollini Le difficoltà di bilanciamento fra lavoro e vita familiare continuano a penalizzare l’occupazione femminile. Il governo ha fatto bene a emanare un decreto per favorirne la conciliazione. Ma non ha attuato le misure che avrebbero avuto gli effetti più rilevanti. Serve un intervento organico. Le scelte delle donne La promozione del lavoro femminile, ricondotta di norma a istanze di eguaglianza, è auspicabile anche per motivi di efficienza. Se la diversity giova alla produttività aziendale, i paesi in cui il differenziale di genere è inferiore registrano risultati economici migliori. In Italia, il divario di genere in termini occupazionali è tra i più alti in Europa (Eurostat): tra i…

  • IL TEMPO DELLA PREVENZIONE

    La prevenzione delle difficoltà scolastiche inizia prima dell’entrata nella scuola primaria: esiste una continuità nell’apprendimento che l’avvio dell’acquisizione della letto-scrittura mette alla prova e che noi, come docenti, dobbiamo imparare a “leggere”.   Inizio dell’anno scolastico e prevenzione delle difficoltà scolastiche: se ne parla da anni eppure accadono ancora oggi certi fatti che sembrano riportarci al punto di partenza. In questo post, racconterò la storia di Anna, emblematica di come, a volte, la sottovalutazione delle difficoltà di apprendimento accentui nel bambino un senso di frustrazione che può sfociare in comportamenti molto diversi, da quelli disturbanti a quelli di attesa silenziosa.   Prima ancora di raccontare la storia di questa bambina,…

  • Vado a scuola (Sur le chemain de l’école)

    Recensione di un film documentario sul diritto universale allo studio di Joseph Moyersoen Dedicato al diritto all’educazione, uno dei principali diritti dei bambini sancito anche dall’articolo 28 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, questo documentario osserva e racconta il periglioso cammino parallelo verso l’istruzione che quattro bambini di quattro diversi mondi e continenti, devono affrontare ogni giorno per raggiungere la loro scuola. Jackson, Zahira, Carlito e Samuel sono gli impavidi eroi di “Vado a scuola”, moderni Ulisse o personaggi di un road-movie, mossi dalla consapevolezza che la sola maniera per crescere e sopravvivere alla povertà, è imparare a leggere e a scrivere.

  • “Inside Out”, che fine ha fatto il libero arbitrio?

    di Riccardo Manzotti Pochi film hanno ricevuto un plauso così universale e così trasversale – piccoli spettatori, genitori, esperti, critici cinematografici e psicologi – quanto il recente “Inside Out” di Pete Docter (Disney/Pixar 2015). Il film è stato elogiato per la delicatezza della trama, il trionfo dei buoni sentimenti, la forza drammatica della vicenda, l’originalità e la coerenza narrativa, ottenendo, sull’esigente sito americano Rotten Tomatoes, un punteggio critico di 98/100.

  • LA FAMIGLIA E I SOCIAL NETWORK: VICINI E LONTANI. COSTRUZIONE DI RAPPORTI EMOZIONATI

    a cura di Carolina Host Ho incontrato spesso, nel mio lavoro, genitori spaventati dall’assidua attività sui cellulari, smartphone, computer e tablet dei figli adolescenti: “non so che fa, con chi parla? cosa guarda? non vede nessuno, sta sempre attaccato al tablet, è solo? Guarda cose violente?”. Chi mi interpella sono genitori che si raccontano. I figli sono in casa, in salotto, sul divano, a tavola, davanti o accanto a loro ma la loro privacy, i loro interessi, le loro amicizie e il loro bisogno di solitudine, non lo esercitano più chiudendosi in una stanza o uscendo di casa, la vivono con un cellulare e un paio di cuffiette, connessi a…